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Il
muraglione Urbano VIII e la fontana del Vanvitelli
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Quando, nel 1630, fu ripristinata la franchigia del porto, si rese
necessario separare il porto stesso dalla città. Urbano VIII
fece quindi costruire il muraglione, che ancora oggi esiste e che
veniva anche a completare il sistema difensivo della città,
appunto carente verso il mare. Già Paolo V aveva esaminato
il problema,
che si presentava grave per la possibilità di sbarchi improvvisi
di truppe nemiche , in una zona troppo distante dalla fortezza per
potervi far fronte con il fuoco delle sue batterie.
Contro questo pericolo, anzi, anche dopo la costruzione del muraglione,
si studiarono accorgimenti di vario tipo e, particolarmente per rendere
il porto sicuro da attacchi notturni, fu predisposto, alle due imboccature,
un sistema di sbarramenti, con reti, travi di legno e catene, ancorati
ai fortini terminali dei moli.
Il muraglione venne a ricoprire i resti di quegli antichi edifici
che circondavano il porto traianeo.
All'interno degli ambienti ricavati alla base del muraglione ( oggi
adibiti a pescheria ) sono ancora visibili le murature originali ad
"opus reticolatum".
Nel 1740, sotto Benedetto XIV e su progetto di Luigi Vanvitelli, il
muraglione fu adornato, nella parte centrale,
con il fontanone in travertino. Un'armonica e complessa gradinata
curvilinea scendeva fino a lambire le acque.
Oggi la gradinata è imprigionata nella calata "Principe
Tommaso" e tutta la zona ha perso quel carattere di ritrovo cittadino
che, nel corso dei secoli, si era andato sempre più accentuando
facendo del porto uno dei fulcri della vita della città.
A questa funzione che, tra le altre, il porto aveva in passato, dovrà
essere restituita questa ed altre zone interne all'ambito portuale,
ma non legate alla sua operatività.
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