Civitavecchia è,
oggi, il risultato di un millenario processo di civilizzazione ed
urbanizzazione del territorio Laziale, un territorio di cui, proprio
nella zona dove ora sorge questa città (sita a soli 70 km
da Roma), si trovano sovrapposti ed accumulati, attraverso varie
epoche, significativi elementi che confermano la presenza e lo sviluppo
di organizzazioni sociali addirittura sin dall'età Preistorica.
Numerose sono, infatti, le tracce di insediamenti primitivi che,
ad esempio, sono presenti sul litorale Civitavecchiese; come altrettanto
numerose ed importanti sono tutte quelle strutture, Etrusche, Romane,
Medievali, che hanno reso la città un centro urbano di tale
importanza da assumere, sin dai tempi dell'antica Urbe, l'appellativo
di Porto di Roma.
Civitavecchia è l'erede della romana Centumcellae, costruita
per volere di Traiano negli anni 107-108 d.C., nello stesso territorio
di Aquae Tauri, unitamente al porto.
La città ed il porto nascevano in simbiosi, l'una connessa
all'altro, anche perché lo scopo principale di questa grandiosa
iniziativa di Traiano, era quello di dotare Roma di attrezzature
portuali sussidiarie rispetto a quelle già ampliate, dallo
stesso Traiano, alla foce del Tevere.
Di fatto, nel porto di Centumcellae, cominciarono a rifornirsi,
in numero sempre maggiore, le navi con rotta verso l'occidente.
La città si sviluppò rapidamente, a danno dei due
centri romani della zona:il municipio di tradizione etrusca di Aquae
Tauri e la colonia marittima di Castrum Novum.
A completamento dell'opera di sistemazione dell'area urbana di Centumcellae
vennero costruite le Terme, a circa 1 km. di distanza in linea d'aria
dalla piccola città di Aquae Tauri presso il colle della
Ficoncella; nelle località termali, notevolissima fu, in
età imperiale, l'affluenza di frequentatori.
Centumcellae conobbe il periodo di massimo splendore in età
imperiale; nel 314 d.C. diventa sede vescovile, fino ad arrivare
al periodo compreso tra il 537 ed il 538 d.C., periodo in cui la
città viene occupata dai Bizantini, dopo i quali, nell'VIII
sec., passò sotto il più mite governo dei papi. Devastata
dai Saraceni nell'814 e a più riprese in anni successivii,
fu così trasformata in una base per le operazioni belliche
contro Roma.
A questo punto, Leone IV aiutò i profughi della città
a costruire un nuovo abitato sulle montagne vicine che avrebbe dovuto
prendere il nome di Leopoli in onore del pontefice , ma che in realtà
perpetuò il nome di Centumcellae recato con se dal suo vescovo
che impersonava il potere politico, militare e religioso della città.
Il nome con il tempo si mutò in Centumcelle poi in Centocelle
e quindi in Cencelle .
Sulle rovine dell'antica città portuale intorno al 1000 si
venne ricostituendo un abitato attorno ad una Rocca che prese il
nome di Civitavetula o Civitaveccla.
Il presunto ritorno dell'889 voluto da un'immaginario vecchio marinaio
di nome Leandro è una favola inventata alla fine dell'800.
Le lettere O.C. che compaiono nello stemma cittadino non significano
ottimo consiglio come vorrebbe la favola, bensì sono le iniziali
del motto Ordo Centumcellensis,a ricordo delle origini romane della
città marinara, se non il motto Orbis Centumcellensis che
compare in un Homelia di San Gregorio Magno. Inizialmente la novella
città di Civitavecclla fu dominata dai conti di Civita Castellana,
dal monastero di Farfa, e soprattutto, a partire dal 1167, dai prefetti
di Vico a cui rimase soggetta fino al 1432, anno in cui,pur con
una propria costituzione cittadina, divenne parte dello Stato Pontificio.
I Papi persero temporaneamente Civitavecchia durante la dominazione
francese (1798-1815) , la persero definitivamente il 16 Settembre
1870.
Purtroppo, durante il secondo conflitto bellico, gran parte dei
monumenti civitavecchiesi ha subito gravissimi danni; la città
è infatti ora priva di alcuni tra i suoi numerosi antichi
edifici monumentali; tra questi, anche l'imponente Forte Michelangelo
fu semidistrutto e ricostruito a partire dai tardi anni 50.
L'ingresso di Civitavecchia nello Stato Pontificio indusse i pontefici
a riattivarne il porto e le difese murarie.
Si conservano negli Uffizi i fogli con i quali l'architetto Antonio
da Sangallo il Giovane tracciò le prove per il nuovo recinto
urbano; al seguito della visita papale del 1515 si recò nella
città anche Leonardo da Vinci al fine di trarre dei disegni
dagli edifici e dei materiali archeologici allora esistenti,prima
che fossero distrutti per la costruzione delle mura.
La grande impresa , concepita per proteggere il porto da terra,
fu destinata a proseguire anche dopo la morte di Sangallo, fino
alla metà del secolo.
Nel 1535 Michelangelo aveva portato a termine la costruzione della
rocca e dell'enorme mastio ottagonale, ornato dello stemma del Pontefice
Paolo III Farnese.
Nel XVII sec. Civitavecchia aveva quindi riguadagnato il suo ruolo
come porto di Roma, tuttavia l'interesse rivolto alle strutture
nello specchio di mare antistante non era ancora accompagnato da
un eguale interesse per l'abbellimento dell'abitato; in tale periodo
si ritiene che l'insieme degli edifici civili, posto ordinatamente
su poche linee parallele, fosse un insieme di abitazioni di pescatori
e militari, una sorta di guarnigione distaccata da Roma come era
stato in età Traianea.
Il sec. XVII vide per la prima volta, accanto alla continua manutenzione
del porto, un reale interessamento per l'urbanistica della città
retrostante; durante il lungo pontificato di UrbanoVIII, minacciato
da nuove incursioni dal mare, sorse (1634) il muro di cinta merlato
che tuttora sbarra la vista del porto sull'attuale calata Pier Tommaso,
mentre alla metà del secolo risale la costruzione della chiesa
di S. Francesco, affacciata sull'attuale piazza Vittorio Emanuele
II.
Nel 1659 Alessandro VII decretava la creazione di un arsenale militare
che fu commissionato a Gian Lorenzo Bernini, del quale si conservano
alcuni progetti.
Nel 1776 veniva costruita la zona del Quartierone per le guarnigioni
pontificie stanziate nella città.
Alcuni degli edifici monumentali tuttora superstiti vennero eretti
tra la fine del seicento e la metà del secolo successivo:
ricordiamo la chiesa di Santa Maria Dell'Orazione e Morte, di elegante
forma ellittica, con la cupola affrescata nel 1788 da Giuseppe Errante;
degna di nota è l'ammirevole fontana, addossata alla muraglia
merlata di UrbanoVIII, opera del Vanvitelli; settecentesco è
l'edificio che ospita il museo in Largo Plebiscito.
Tutti questi monumenti si possono oggi ammirare a Civitavecchia,
ed altri ancora se ne sarebbero potuti ammirare se le distruzioni,
avvenute durante i due grandi conflitti bellici, non avessero toccato
la città.
|