Il sito, posto nei pressi del vecchio ingresso Sud delporto è
caratterizzato da grandi quantità di reperti che ne lasciano
supporre un lungo uso. 
Si rinvengono infatti frammenti di ceramiche
romane databili cronologicamente, tra il 2°/3° ed il 5°
Sec. d.C. e dopo un lungo intervallo, resti di ceramiche rinascimentali.
La cronologia eterogenea dei reperti fa supporre che
la zona venisse utilizzata per l'ancoraggio in rada.
In un solo punto di quest'area esiste una concentrazione di reperti
cronologicamente omogenei, frammenti di anfore Tripolitane, di natura
ed entità tale da consigliare
una indagine puntuale del sito.
Il
sito, posto nei pressi del vecchio ingresso Sud del porto è
caratterizzato da grandi quantità di reperti che ne lasciano
supporre un lungo uso.
Si rinvengono infatti frammenti di ceramiche romane
databili cronologicamente, tra il 2°/3° ed il 5° Sec.
d.C.
e dopo un lungo intervallo, resti di ceramiche rinascimentali.
La cronologia eterogenea dei reperti fa supporre che la
zona venisse utilizzata per l'ancoraggio in rada.
n un solo punto di quest'area esiste una concentrazione
di reperti cronologicamente omogenei, frammenti di anfore Tripolitane,
di natura ed entità tale da consigliare una indagine puntuale
del sito.
Le attività di ricognizione subacquea e le ricerche bibliografiche
hanno reso possibile la ricostruzione parziale dei flussi di traffico
commerciale e militare gravitanti a Civitavecchia dalla fondazione
del porto al periodo rinascimentale.
Le operazioni diricognizione subacquea puntuale a seguito delle informazioni
bibliografiche ritenute tali da essere poste a base di indagine, sono
state effettuate nella zona compresa tra l'ex stabilimento balneare"Pirgo"
e la "bocca di Levante", antico ingressomeridionale del
porto. E' stato ritenuto opportuno documentare i siti ed i reperti
tali da identificare la configurazione di più contesti archeologici
gerarchizzati cronologicamente.
Tra
i più significativi, per natura ed entità, la concentrazione
di frammenti di anfore nordafricane (tripolitane) utilizzate probabilmente
per il traffico dell'olio. L'uniformità cronologica dei reperti,
la qualità, la presenza di resti e di ceramiche africane, cronologicamente
compatibili, e l'orientamento dei frammenti, ipotizzano la presenza
di un relitto dinave oneraria databile intorno al 3° Sec. d.C..
L'intensità e la continuità del traffico commerciale
è anche testimoniata dalla presenza nell'intorno, delle ceramiche
africane databili tra il 3° ed il 5° Sec. d.C.. Oltre al periodo
imperiale romano, appare di particolare rilevanza la presenza di frammenti
ceramici rinascimentali che ci indicano, analogamente alle fonti storico
etterarie, il periodo di rinascita del porto dovuto al commercio dell'allume
tratto dalle miniere dei monti della Tolfa. |