Marangone

Nell'area in oggetto sono presenti numerosissimi frammenti di anfore di tipologia Dressel 20, muti avanzi dell'intenso traffico di olio spagnolo lungo la nostra costa.


La nave del Marangone
Noto a moltissimi subacquei, sportivi e professionisti,
esiste al largo della foce del torrente Marangone, un giacimento di grande entità di frammenti di anfore di tipo Dressel 20 (fig.2) concentrati in una area circoscritta ed orientati lungo la direttrice S.W./N.E. (Libeccio) che, unitamente all'uniformità cronologica dei reperti, lascia supporre la presenza di un relitto.
Le anfore, di produzione spagnola, erano impiegate,
nella quasi totalità, per il trasporto di olio dalle province Betica e Tarragonese a Roma.
Il monte Testaccio, alto sessantatré metri per un'area di ventimila metri quadri, è costituito per la maggior parte
da questa tipologia d'anfore. Ciò é dovuto,probabilmente, alle distribuzioni gratuite che da Antonino Pio in poi venivano periodicamente elargite alla plebe romana.
Gli orli arrotondati e le anse più lunghe delle anfore del Marangone (fig.3), rispetto alle successive varianti delle Dressel 20 indica un orizzonte cronologico relativo al 1° sec. d.C.. La presenza in prossimità dellavicina Punta
del Pecoraro di altre anfore identiche, rende l'idea
di quanto intenso potesse essere il traffico di questo specifico prodotto lungo la nostra costa, aumentato
inseguito a dismisura, ben prima della fondazione del "Portus Traiani".