Pesca a surfcasting
La tecnica più spettacolare ed affascinante tra quelle che si praticano dalla riva, il surfrcasting impone al pescatore una preparazione tecnica notevole ed un continuo aggiornamento; questo tipo di pesca (surfcasting = lanciare oltre l'onda) si pratica da spiagge ove il mare aggredisce la riva con le sue onde. Gli obiettivi di tale tecnica consistono nella cattura di prede al pascolo sulla sabbia e di predatori. Le condizioni climatico - ambientali adatte al surfcasting sono uguali a quelle della pesca a fondo.I settori: la "regola dei settori" consiste in una serie di accorgimenti atti a trasformare positivamente, ai fini della pesca, le condizioni di una spiaggia; infatti la riva non si presenta perfettamente rettilinea, specie quando c'è mare mosso. Vi sono infatti: punte di sabbia, anse o canaloni e settori rettilinei: la punta di sabbia è un settore ad intensa attività di corrente e di onde, poiché presenta una profondità ridotta rispetto al letto circostante; tale profondità è ideale per la pesca quando la mareggiata è debole. Il canalone generalmente si trova sul lato destro o sinistro della punta e presenta una profondità più accentuata rispetto a tutto il resto della spiaggia; anche questo è un settore preziosissimo ai fini della pesca. Il settore rettilineo, infine, è caratterizzato da una riva perfettamente dritta; questo settore è considerato il settore principale per il surfcasting. Settori particolari sono considerati le foci di acque dolci o salmastre, in cui, allorché il moto ondoso sia debole, possono verificarsi catene alimentari indipendenti dalla zona circostante, caratterizzate da predatori che inseguono numerosi banchi di cefali. Il percorso alimentare dei pesci: tutti i pesci frequentano le zone da surfcasting al momento in cui l'onda che si abbatte sulla spiaggia, produce cibo, arando il fondale, prima di infrangersi sul lido. Si crea, al proposito, una catena alimentare caratterizzata dai pesci (di piccola taglia) che, a questo punto, si cibano di materiale organico sgrufando sul fondale ribaltato dalle onde ed i predatori (pesci di grossa taglia) che cominciano a nuotare in queste zone attratti dai branchi di pesci del primo tipo. Quando i pesci di piccola taglia avvertono la presenza di materiale organico fuoriuscente dal fondale, in prossimità della riva, iniziano, poco prima del tramonto, un lento avvicinamento alla riva stessa, seguendo la direzione della corrente primaria (quella da mare verso terra); giunti però sulla linea esterna dei frangenti, questi pesci si muovono contro corrente, senza però alcuna fatica, poiché nuotano nel cuscinetto prodotto dallo scontro tra corrente primaria e corrente secondaria (quella che si sviluppa da terra verso mare per effetto del "ritorno" ondoso). Di qui il pescatore deve tenersi sempre a valle rispetto alla corrente, tenendo conto del fatto che se la corrente primaria ha movimento diagonale da destra a sinistra, allora i pesci procederanno da sinistra verso destra e viceversa. Prime tattiche di pesca: il pescatore, arrivato sul posto, deve osservare, prima di tutto, la sequenza delle onde; deve poi scegliere quale settore occupare, considerando che il settore giusto non è quello che, al momento, soddisfa le sue aspettative, bensì quello che va ottimizzandosi qualche ora dopo il tramonto. A questo punto il surfcastman deve sondare il fondo al fine di individuare le concentrazioni di depositi organici; questi si localizzano scartando le zone caratterizzate da depositi detritici, la presenza dei quali si nota osservando il comportamento dell'onda che li attraversa, che, in tal caso, si solleva lentamente ed esplode improvvisamente. Di qui bisogna gestire correttamente le diverse distanze di lancio: le due otre canne vanno posizionate ad una distanza di 10 - 15 metri di distanza l'una dell'altra ed i lanci vanno eseguiti, con inclinazione leggermente obliqua, a valle della corrente. La lunghezza del lancio è varia; in caso di cattura il pescatore provvederà rapidamente a concentrare le altre canne sulla distanza che ha prodotto l'abboccata.

LE ATTREZZATURE PER IL SURFCASTING

La tecnica del surfcasting richiede molto in termini di attrezzatura e materiali, anche a causa dell'ambiente particolarmente ostile nel quale si effettua questo tipo di pesca. Le canne: devono possedere i seguenti requisiti: potenza, elasticità, precisione di lancio, capacità sulla media e lunga distanza, ottima sensibilità ed un costo d'acquisto medio - basso. Tra i vari modelli scegliamo i quattro più rappresentativi: canna ad azione parabolica: caratterizzata da massima elasticità, questo tipo di canna è facile da utilizzare ed ha un costo contenuto, tuttavia è abbastanza pesante ed ha capacità balistiche piuttosto contenute. Canna ad azione parabolica differenziata: per metà lunghezza ha la medesima flessione ma si irrigidisce in prossimità del manico; gli svantaggi sono rappresentati dal peso, elevato ed il costo, pure. Canna ad azione semi - ripartita: tecnologicamente la più evoluta, unisce alla leggerezza capacità più concrete sulla lunga (100 metri dalla riva) e lunghissima (oltre 150 metri dalla riva) distanza. Canna ad azione ripartita: riservata agli specialisti ed in continua evoluzione, ancora più rapida e potente della semi - ripartita. I mulinelli: quelli semplici, a bobina fissa, sono ideali per la canna ad azione parabolica e semi - ripartita; quelli complessi, a bobina rotante, si adattano meglio su una canna ripartita a ripartizione di sezioni. Esaminiamo meglio questi due tipi di mulinello: il mulinello a bobina fissa: avente bobina di contenimento, per il filo, dai 300 metri con diametro dello 0,35 oppure dai 50 metri con diametro dello 0,45. Nella maggior parte dei mulinelli di questo tipo il filo è avvolto a spirali incrociate. Per quanto riguarda i materiali di costruzione, le materie plastiche sono le privilegiate poiché le più leggere, anche se di scarsa resistenza. La frizione deve essere affidabile e progressiva e deve garantire un perfetto serraggio durante il lancio, al fine di evitare brutte ferite all'indice; infine, il dispositivo apri - chiudi dell'archetto deve essere sicuro. Il mulinello a bobina rotante: rispetto al fisso, questo mulinello è considerato attivo: la sua bobina inizia a ruotare subito dopo il rilascio del filo, fornito al piombo a seconda della necessità. La cosa più importante è la perfetta sincronia tra velocità del piombo e velocità della bobina, sincronia che si ottiene utilizzando il dispositivo di freno inerziale. Esistono al proposito due tipi di freni inerziali: i magnetici ed i centrifughi; il primo riduce i giri utilizzando un campo magnetico, il secondo per mezzo di due pistoncini nell'asse della bobina che si espandono per forza centrifuga rallentando la velocità di rotazione. La bobina è l'elemento principale di questo genere di mulinelli; deve risultare leggera, equilibrata e capiente quanto basta. Il monofilo: le sue caratteristiche dovranno consistere in: leggerezza, morbidezza, moderata elasticità, resistenza agli agenti marini, calibrato carico di rottura. Tali caratteristiche, però, variano a seconda dell'uso che si fa del monofilo: avvolto in bobina, usato per terminali, oppure impiegato per i parastrappi. Monofilo in bobina: in questo tipo di impiego, leggerezza e morbidezza sono le caratteristiche dominanti poiché finalizzate a facilitare l'azione trascinante del piombo. Monofilo per terminali: questo tipo di impiego implica, invece, un filo rigido con alto carico di rottura, soprattutto in considerazione della violenza con cui le prede più grosse, dotate di denti affilati, sferrano il loro attacco. I diametri consigliati vanno dallo 0,35 allo 0,60. Monofilo per parastrappi: il filo, impiegato negli ultimi 8 metri di quello in bobina, deve essere rigido e ricoperto da una robusta corteccia. I piombi: in questo tipo di pesca, il piombo è molto importante. Il piombo varia in relazione alla tenuta o all'alta tenuta. Tenuta: a tale categoria appartengono i piombi con forme a cono, forma che consente di tastare il fondale. Ancora maggiore è la tenuta offerta dal cono inclinato; così il piombo si trasforma in un vero e proprio vomere, con il 20% di tenuta superiore rispetto al piombo conico diritto. In entrambi i casi il peso dei piombi varia dai 130 ai 200 grammi. Alta tenuta: categoria necessaria quando aumenta la distanza di lancio; in questo caso il piombo è a forma ogivale e dotato di grappini. Questi piombi hanno la caratteristica di ancorarsi al fondo e di aprirsi durante il richiamo; il loro peso varia da 150 a 170 grammi. Gli ami: questi possono essere catalogati in tre diverse classi a seconda dell'esca: per esche tenere, dure o voluminose. Ami per esche tenere: la loro principale caratteristica è la leggerezza; hanno il gambo lungo ed il collo stretto; la numerazione consigliata va dall'1/0 al 4/0. Ami per esche dure: diametralmente opposti ai precedenti (corti, storti, col collo largo e punta ad artiglio d'aquila, in acciaio inox invece che in carbonio). Questi sono ami che si usano con mare turbolento, in cui le prede afferrano l'esca a strappo; si consigliano misure dal 2/0 al 4/9. Ami per grandi inneschi: vengono utilizzati da alcuni in ogni caso; sono gli ami a gambo medio, collo a gomito, punta dritta e larga sezione e vanno dal 3/0 al 10/0.

LANCI E TERMINALI PER IL SURFCASTING

Nel surfcasting il cast (lancio) è forse l'elemento più importante; vi sono due categorie fondamentali di lancio: i lanci appoggiati ed i lanci pendolari. Tra quelli appoggiati si distinguono l'above cast, il side cast ed il ground cast. Above cast: letteralmente "lancio che passa in alto", è configurato nel seguente modo: la canna passa al di sopra della testa del pescatore accompagnata dal solo movimento delle braccia, restando il corpo fermo con una gamba protesa in avanti; la mano sinistra impugna l'estremità del manico della canna, la destra è stretta all'altezza del mulinello. Questo tipo di lancio possiede molta precisione, a scapito, però, della distanza; un above cast non potrà essere praticato, infatti, quando il deposito organico si trovi a più di 80 metri dalla riva. Side cast: tipo di lancio più diffuso, molto simile all'above cast con la differenza che in questo caso entra in gioco tutto il corpo: inizialmente il corpo è girato di un quarto rispetto alla riva, la canna è tenuta indietro, con l'avambraccio sinistro piegato, inclinato lungo lo stesso piano della canna; a questo punto si solleva la canna lentamente, roteando contemporaneamente il corpo verso la posizione frontale; infine si conclude il lancio poggiando sulla gamba sinistra che ha agito da perno durante la rotazione. A tale scopo si usano canne lunghe fino a 4,50 metri, ad innesti o telescopiche; il mulinello è a bobina fissa ed è montato verso l'alto. Ground cast: Questo lancio si esegue con il piombo che, inizialmente, viene fatto strisciare sulla sabbia; è sicuramente il lancio più completo tra tutti gli "appoggiati": coinvolge infatti sia i muscoli delle braccia, sia la rotazione del corpo ed inoltre richiede velocità d'azione. Si comincia voltando le spalle al mare e puntando la canna verso il basso; a questo punto comincia un movimento di torsione, facendo strisciare il piombo sulla sabbia. Ad un quarto si giro si solleva la canna ed, a rotazione terminata, si lancia in mare sfruttando così la forza centrifuga. Pendulum cast (lanci pendolari): è il lancio più spettacolare ma anche il più impegnativo, poiché richiede una perfetta coordinazione tra i movimenti del corpo e quelli della canna. Il piombo viene tenuto sollevato, quindi la canna è mantenuta in verticale verso l'alto; il piede destro è parallelo alla linea della battigia ed il busto volge le spalle al mare. In tale posizione si comincia far ondeggiare il piombo da destra a sinistra, più volte, al fine di caricare la canna che gira poi come una molla restituendo tutta l'energia. A questo punto si lancia, riportandosi con il corpo in posizione frontale rispetto al mare. Sono consigliate canne corte,. non superiori ai quattro metri; la scelta del mulinello è ininfluente.

ESCHE E PREDE DEL SURFCASTING

I pesci che si possono catturare più frequentemente con la tecnica del surfcasting si possono distinguere in due grandi categorie: i pesci grufatori ed i predatori. Le esche, ovviamente devono adattarsi a qualsiasi topo di situazione ed essere gradite ad entrambe le categorie. Le esche: tra le esche più gettonate: la sardina, il cefalo, i cefalopodi, il cannolicchio, il murice, il granchio, il bibi, l'americano. La sardina: esca dall'elevato richiamo grazie agli oli contenuti nella carne; si dimostra eccellente nel periodo da Ottobre a Dicembre. Il cefalo: esca adatta ai predatori; questa risulta valida anche nelle acque fredde di Gennaio e Febbraio. I cefalopodi: sono esche importanti come seppia e calamaro e grazie ad una sostanza verdastra, che le loro carni secernono quando ossidano a contatto con l'acqua, offrono un ottimo richiamo visivo, irresistibile per i pesci. Questi sono da preferire alla sardina da Dicembre in poi. Il cannolicchio: viene solitamente impiegato nelle spiagge profonde o medie. Il murice: esca particolarmente gradita agli sparidi, ai saraghi ed alle orate. Il granchio: si adatta bene al mare non molto mosso; esca di ottima autonomia e molto gradita da orate, saraghi e spigole. Il bibi: esca dalla resa elevata e dall'ampio potere di richiamo;funziona bene da Settembre a Febbraio, soprattutto con mare non molto mosso. Americano: non molto efficace in mare mosso. Tra le prede più diffuse: sarago maggiore, orata, spigola, ombrina, razza, gronco, rombo, palombo, pesce serra, leccia e mormora.