Anticamente Tarxuna o Tarxna
(probabilmente dal nome dell'eroe Tarconte, suo mitico fondatore)
Tarquinia è una delle città tra le più antiche
della Tuscia.
La sua esistenza è accertata sin dal IX sec.a.C., ma sicuramente
raggiunge il massimo splendore con l'avvento della dinastia dei Tarquini
che regnarono a Roma (VIII-VII sec.a.C.).
La città, centro egemone di tutta l'area Etrusca durante il
IV secolo, decade con il tramontare dell'impero Romano a causa della
malaria e delle incursioni barbariche; gli abitanti si trasferiscono
quindi sul vicino colle della necropoli di Monterozzi, costituendo
il nuovo insediamento di Corgnitum (poi Corneto), ove poi sorgerà
la città medievale e dove oggi è situato il nucleo urbanistico
di Tarquinia.
L'antica Cognitum sorgeva in una spianata detta La Civita, divisa
in due settori: il primo è sede dei resti dell'antico agglomerato
urbano, il secondo, detto Ara Della Regina, è caratterizzato
dal basamento di un Tempio della fine del IV sec. a.C. Qui risalta
la mirabile urbanistica medievale in stile toscano.
Durante il XIII secolo si aggiunge, alla civitas di Corneto, un Castro
Nuovo, resosi necessario a causa dell'incremento demografico.
Tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo, Corneto raggiunge
la sua massima floridezza economica, il maggior livello di autonomia
politica ed il più alto livello di consistenza demografica.
Nel quattrocento la città conosce la splendida signoria dei
Vitelleschi.
Nel 1436, il cardinale Vitelleschi fa costruire il Palazzo Vitelleschi,
collocato in un punto di cerniera tra Corneto Vecchia e Castro Nuovo.
Per tutto il Quattrocento si susseguono una serie di interventi edilizi,
indice di un notevole interesse alla città da parte dei Vescovi.
Nel 1592 un terremoto procura numerosi danni alla struttura della
città; nel Settecento si assiste ad una forte ripresa dei lavori
urbani.
Nel 1823, infine, con la scoperta delle prime tombe Etrusche, si mette
in moto un meccanismo che formerà la nuova identità
culturale della città.
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