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Fonte: Civonline.it

24.04.2014
“Luca è abbracciato al Signore verso la Resurrezione“

TARQUINIA - Singhiozzi, sgomento e dolore. Un dolore insopportabile rappresentato dalle lacrime interminabili di mamma e papà ma anche dei tanti giovani che oggi pomeriggio hanno preso parte ai funerali di Luca Perugini, il giovane 17enne di Tarquinia morto martedì pomeriggio presso il Policlinico universitario Gemelli di Roma, dove era stato ricoverato in gravissime condizioni a seguito dell’incidente che lo ha visto travolto da un’auto lunedì di Pasquetta. Piazza e chiesa di San Giovanni gremite all’inverosimile per piangere «il grande capitano della nave dell’amicizia». «Il vento contrario ha tentato di interrompere il viaggio – hanno detto gli amici che hanno voluto dedicargli una lettera durante la commemorazione funebre – ma noi dobbiamo farcela. Una nave affonda sempre con il suo capitano, sì, ma noi come sempre andiamo contro corrente. La nave dell’amicizia continuerà a solcare i mari della vita. La nave è il simbolo della nostra amicizia e simbolo del viaggio della vita». A celebrare le esequie -, alle quali hanno preso parte anche il sindaco Mazzola, gli assessori Celli e Leoni, e molti altri rappresentati dello sport e in particolare del basket (al completo la squadra che ha preso parte ai funerali in divisa) e della scuola (tutti i ragazzi della quarta liceo in particolare) -, è stato Don Augusto Baldini che prima dell’omelia ha voluto lasciare la parola agli amici e ai compagni di scuola di Luca. «Vorremmo ancora girarci e vederti al tuo posto a scherzare con noi – hanno esordito gli studenti -. Vorremmo che fossi ancora lì a far ‘sbroccare’ i professori e ad animare la classe con la tua implacabile euforia. Di te sono rimasti gli sgorbi sui quaderni e i diari di tutti e i ricordi delle tue cavolate. Di quando davi la caccia alle mosche e le spacciavi per gomme da masticare nascoste nei pacchetti. O di quando andavi in giro a ripetere la stessa battuta per giorni a tutti quelli che incontravi. Ci ricorderemo di tutte le passioni con cui ci assillavi: la Lazio, i Pokemon, Dragon ball, Naruto, i film dei supereroi e le loro parodie. Gli sketch di Crozza e le imitazioni di professori e amici. Nessuno avrebbe potuto farci passare questi anni così come hai fatto tu. Ricorderemo la tua inconfondibile figura con la giacca a quadretti, lo Scarabeo e la cresta indistruttibile. Rimarrai sempre vicino a noi. Ti vogliamo bene. La tua classe, i professori e il gruppo. Insomma i tuoi amici». Don Augusto ha invitato alla preghiera, per ringraziare il Signore «di averci donato Luca». «Per questa vita intensa – ha detto - che il Signore gli ha donato». Una vita stroncata troppo presto, ma «una vita che il Signore ci ha dato di conoscere e di amare». Prima della benedizione, Don Augusto ha scandito: «Luca con un abbraccio al Signore va con Cristo verso la Resurrezione. Lui continuerà a vivere grazie agli organi che ha donato, ma anche nei nostri cuori». Niente corteo al termine del rito funebre, ma una preghiera sulla piazza tra la tanta gente che con un ultimo applauso ha detto addio per sempre a quello che gli amici hanno voluto definire «il grande capitano della ciurma dei pirati: bello, alto, grosso, geniale e sagace». Ora Mamma e papà non vedranno più il sorriso di Luca, ma potranno trovare sollievo, almeno, in quel grande gesto che li ha visti rispettare il desiderio di quel figlio perduto: quello di donare gli organi. Nuove vite godranno di Luca. E proprio un inno alla vita è giunto dai famigliari che, durante i funerali, hanno voluto leggere la poesia di Madre Teresa di Calcutta sulla vita, che è, ha detto Don Augusto, «anche un inno alla vita eterna». (a.r.)

LA VITA
La vita è un’opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è ricchezza, conservala.
La vita è amore, godine.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un’avventura, rischiala.
La vita è felicità, meritala.
La vita è la vita, difendila
(Madre Teresa di Calcutta)
 

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