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Fonte: Civonline.it

06.05.2016
Gavio cerca un socio per la Piattaforma Lazio

CIVITAVECCHIA -  Nel giorno in cui il gruppo Gavio diventa il quarto operatore al mondo nella gestione di autostrade a pedaggio, con una rete di 3.320 km, grazie all’acquisizione del co-controllo della brasiliana Ecorodovias, in Italia Beniamino Gavio punta sul ferro e dice di cercare partner della logistica per il terminal di Civitavecchia.
Meno strada e più ferrovia, sinergie con gli interporti, focus sul Nord-Ovest d’Italia e razionalizzazione degli investimenti nei porti. Si può riassumere così la strategia attuale e futura del Gruppo Gavio nel business dei trasporti e della logistica.
La disamina di Beniamino Gavio parte dal quadro normativo, in tema di portualità: «Stiamo attendendo il Piano nazionale del Governo sulle Autorità portuali per capire quali saranno in concreto i provvedimenti presi e quali gli accorpamenti fra porti. Il Ministro Delrio mi sembra motivato in quello che fa, ma vorremmo capire qual è l’impostazione finale anche in tema di trasporto intermodale».
Il traino principale delle attività del gruppo nella logistica è stato fino ad oggi il trasporto su gomma che conta su ricavi per oltre 200 milioni di euro, 3 mila trattori e rimorchi, 1.500 dipendenti e 18 basi operative. Negli anni, allo zoccolo duro del trasporto stradale, si sono poi aggiunti i trasporti ferroviari e gli investimenti nei porti (2,5 chilometri di banchine) e negli interporti (450.000 mq di magazzini coperti e 1,5 milioni di mq di aree operative). Ora, però, pare si sia arrivati a un punto di svolta perché, come ha dichiarato Beniamino Gavio in una intervista a Milano Finanza, «nella logistica il futuro sono i treni. Il trasporto su ferro è una gamba fondamentale del tavolo dei trasporti in Italia e lo dico da concessionario autostradale. È nostro interesse rimanere nella logistica e nei trasporti ma vogliamo interconnettere fra loro questi filoni d’attività», ha aggiunto Gavio, passando poi a esaminare gli investimenti in atto nei porti. «Da Trieste siamo usciti con la cessione appena avvenuta del Terminal Frutta mentre le sorti della piastra logistica di Taranto dipendono essenzialmente dal rilancio del porto e del locale terminal container».
Ma è proprio l’investimento da 306 milioni di euro (oltre a 200 di parte pubblica) in cantiere a Civitavecchia per trasformare la darsena grandi masse nel terminal container della Piattaforma Lazio, la sfida più delicata sul tappeto. «A Civitavecchia - ha dichiarato Beniamino Gavio - stiamo cercando qualcuno che ci affianchi nel progetto della Darsena Energetica Grandi Masse. Noi ci consideriamo operatori di terra e stiamo parlando con qualche operatore di mare (terminalista o compagnia di navigazione, ndr) interessato a subentrare nella gestione dell’infrastruttura. Siamo disposti anche a ridurre la nostra quota azionaria e andare in minoranza».
Un partner che, da quando il dossier Civitavecchia all’interno del gruppo è stato preso in mano da Rino Canavese, espertissimo tessitore di relazioni, una delle menti più lucide della portualità italiana, che durante la sua presidenza lanciò il grande progetto del porto di Savona, avrebbe inizialmente potuto essere Contship Italia. Nel 2013, quando il gruppo di Tortona dopo aver ‘‘sonnecchiato’’ per anni sulle banchine di Civitavecchia (complici i tempi biblici dei vari enti per rimandare a Molo Vespucci approvata la variante di piano regolatore e perfezionare così la concessione) ha deciso di scommettere sulla sfida della logistica a Civitavecchia, alla Duegiorni del Mediterraneo con Pasqualino Monti, Gianni Letta e Canavese venne il vice-presidente di Contship Marco Simonetti, a decantare le lodi di un progetto che, fatti i dovuti distinguo, assomiglia tanto a quello di Tangeri-Med. Poi sono sembrati cambiare i piani di Contship e dello stesso Simonetti, il cui nome è riapparso tra i papabili alla presidenza di Molo Vespucci, prima di essere ‘‘spinto’’ per il porto di Genova. Fino a tre giorni fa, quando il mondo della logistica italiano è rimasto senza parole alla notizia dell’improvvisa scomparsa del manager, a soli 63 anni, che era ricoverato in ospedale nella sua La Spezia per quella che sembrava una banale infezione ad un ginocchio.
Con la morte di Simonetti probabilmente tramontano anche le residue (ammesso che ancora ci fossero) possibilità che sia Contship il socio che possa seguire Gavio nella realizzazione e gestione della Piattaforma Lazio, su cui comunque ormai sono accesi tutti i riflettori del settore, in Italia e nel Mediterraneo: per Civitavecchia è la sfida più importante da vincere, in assoluto.

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